Gioco, Creatività E Libertà Personale nel Metodo Feldenkrais

gioco in lezione feldenkrais




Articolo di Daniela Agazzi




‘Il mio lavoro è un gioco, un gioco molto serio.’ (Escher)


Il Gioco Del Movimento Che Crea La Capacità Di Generare Scelte Di Rinnovamento


Quando osserviamo un bambino che gioca siamo colpiti dal modo con cui si applica. Spesso si impegna in qualcosa di cui noi non vediamo il senso compiuto ma in cui lui è presente con tutto se stesso. Lui semplicemente sperimenta… e poi scopre qualcosa che gli è utile e lo fissa nel proprio repertorio di esperienze. 
E da adulti? Spesso dimentichiamo questa modalità particolare di stare con noi stessi…

Apprendimento

Soprattutto nei primi anni di vita il gioco viene percepito come un’attività fine a se stessa, che porta benessere e divertimento. I bambini piccoli scoprono soluzioni nuove di adattamento senza cercarle consapevolmente.
Il Metodo Feldenkrais è basato sull’apprendimento: non un apprendimento basato sull’informazione ma una strategia innovativa di apprendimento attraverso il movimento che può portare ad un cambiamento dell’agire, del sentire e del pensiero. 
I movimenti praticati risvegliano la curiosità e insegnano ad adattarsi a circostanze che cambiano continuamente. Avviene un gioco di sperimentazione continua con infinite variabili di possibilità che porterà la persona a scegliere qualcosa di migliore per se e per la propria vita. La conseguenza naturale è che si impara ad agire in modo più efficace ed efficiente secondo il contesto e l’intenzione del momento.

lezione feldenkrais

Un’esperienza non finalizzata

Il gioco genera lo stato emotivo ideale - di flusso - per la creatività e l’apprendimento perché la paura del fallimento è assente e il bambino è libero di sperimentare nuovi modi di fare le cose. Infatti una caratteristica del gioco è eliminare l’idea di ricerca di uno scopo finale. Il bambino gioca per puro piacere. La stessa cosa avviene in una lezione Feldenkrais: i movimenti sono quasi sempre proposti in modo che non si conosce il fine ultimo della lezione. Questo contesto libero e senza sfida permette di imparare a stare nella sensazione di vaghezza e di sperimentare in sicurezza nuovi modi di usare se stessi. 

Stare in questa sensazione fluttuante non è sempre comodo: è una sensazione che la nostra cultura ci ha insegnato ad allontanare. Quando invece riscopriamo noi stessi fiduciosi in un ambiente confuso, quando impariamo a tollerare questa incertezza, allora si apre lo spazio in cui possiamo liberare la nostra creatività e possiamo andare verso il rinnovamento di noi stessi. E’ un processo che passa dal ‘non so’ ed arriva all’improvviso ad un ‘A-ha!’ dove al posto di qualcosa di non messo a fuoco troviamo adesso una nuova intuizione.
Tra le molte lezioni classiche del metodo ce n’è una in cui si viene a sedere con un unico movimento partendo da sdraiati sulla pancia. Questa lezione per la maggior parte delle persone è totalmente imprevedibile e il momento della scoperta genera una grande gioia inattesa. Ed è una sensazione che invece i bambini sperimentano spesso quando esplorando una posizione si trovano improvvisamente in un’altra. E ridono gioiosamente della scoperta!
Se all’inizio della lezione dicessi agli allievi che alla fine saranno in grado di andare da distesi sulla pancia alla posizione seduta con un unico movimento essi non ci crederebbero. E invece alla fine si scoprono in grado di farlo con grande facilità. E come cambia il senso di se una volta che viene superato un limite? Certe esperienze rompono anche alcune barriere psicologiche e non è più possibile tornare indietro.

L'atto creativo della natura

Dalla nascita fino a due anni il bambino affronta il suo primo stadio del gioco che corrisponde ai giochi di esercizio tramite i quali sviluppa le capacità e l’intelligenza senso-motoria. A questa età i bambini giocano per esplorare se stessi e l’ambiente ripetendo continuamente gli stessi movimenti con piccole varianti, senza stancarsi della ripetitività ma facendo tesoro delle scoperte che avvengono nel percorso. Costruiscono letteralmente, mattoncino su mattoncino, le loro abilità.
In una lezione Feldenkrais si sperimenta un movimento offrendo piccole varianti diverse in successione: queste diverse opzioni possibili di uno stesso movimento offrono al sistema nervoso la possibilità di valutare quale tra quelle è la migliore e la più adatta al momento vissuto. Ma spesso… insieme all’arricchimento del repertorio motorio della persona il sistema nervoso CREA un movimento in una versione che è ancora migliore e preferibile di quelle che erano state proposte. Assistiamo all’atto creativo spontaneo della natura.

Un'affermazione di scelta e di libertà

Un’altra caratteristica del gioco è di essere un atto di libera scelta, l’espressione del dare soddisfazione ad un desiderio personale. Non sempre il bambino accompagna il gioco con sorrisi e risate ma sempre il gioco esprime la sensazione di ‘Sì, questo è proprio quello che voglio fare in 
questo momento!’, cioè un modo di essere totalmente presenti a se stessi e di sentirsi in grado di realizzare i propri desideri.
Per l’adulto responsabile il gioco è una attività superflua che potrebbe tralasciare. Non è imposto da una necessità fisica e non è un compito. Magari lo si fa nell’ozio, nel momento libero dopo il lavoro. Moshe Feldenkrais, che parlava spesso usando paradossi, indicava agli allievi una modalità di eseguire i movimenti: 

‘Fatelo come se foste lì a perdere tempo, ma a perdere tempo in modo efficiente!’

 
E mentre pratichiamo i movimenti della lezione Feldenkrais ‘come se perdessimo tempo’ impariamo a riconoscere quella nostra autorità interna profonda che ci mette in condizione di generare scelte.  L’insegnante Feldenkrais non è l’autorità esterna che corregge un allievo che sbaglia poiché il movimento sbagliato non esiste, e nemmeno aggiusta un corpo difettoso, bensì facilita la percezione dell’allievo di avere più possibilità di scelta e lo lascia libero di imparare dalle proprie sensazioni: senza obiettivi finali, confronti con altri, standard esteriori o imitazione dell’insegnante stesso. Le lezioni riportano in vita gli impulsi della prima infanzia di muoversi, esplorare ed imparare in totale libertà.


Il bambino gioca ed impara e l’adulto continua a giocare e ad imparare col Metodo Feldenkrais.

(Articolo pubblicato per la prima volta nel numero monografico 'Il Gioco' della rivista PerCorsi Bio Salute, luglio 2019)